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Mais, le indicazioni di Regione Lombardia per la difesa da Piralide e Diabrotica

Gli attacchi di Piralide e Diabrotica sono fra le cause rmaggiormente rilevanti per lo sviluppo delle micotossine nel mais: per questo il controllo dei due insetti è uno strumento necessario per per ridurre il rischio di contaminazione delle produzioni. E’ quanto afferma un comunicato di Regione Lombardia che affronta il tema delle micotossine, inquinanti naturali dovuti all’attività di funghi patogeni e saprofiti, divenuto ormai uno degli aspetti che più influenzano i mercati cerealicoli.

L’entrata in vigore di Regolamenti comunitari (Reg. UE 1881/2006; Reg. UE 1126/2007) e più generalmente nel settore della contrattualistica, che vincolano i lotti a contenuti definiti di questi contaminanti, ha evidenziato una strutturale debolezza del comparto cerealicolo nazionale sia nei cereali vernini (frumento tenero e duro) sia, e più frequentemente, nel mais – si legge nella nota -. Le produzioni nazionali hanno presentato difetti sanitari dipendenti da contenuti in micotossine non conformi o, comunque, elevati. Le micotossine attualmente normate sono: Aflatossine, Deossinivalenolo, Fumonisine, Ocratossina A, T2-HT2, Zearalenone”.

A tal proposito il MIPAAF, in concerto con le Regioni e le Province Autonome, ha attivato una serie di Programmi di ricerca applicata con lo scopo di individuare percorsi tecnici in grado di ridurre la probabilità di incorrere in contaminazioni tali da influenzare la commerciabilità dei lotti nazionali di cereali. A conclusione dei programmi citati sono state messe a punto delle Linee Guida che riassumono, con finalità operative, i punti critici e gli interventi volti a ridurre la probabilità di incorrere in elevate contaminazioni da micotossine nella granella di mais e di frumento. Tali linee guida hanno si sono concentrate in particolar modo sui trattamenti per piralide e diabrotica, tenendo però presente anche il problema della difesa delle api.

L’annata in corso ha evidenziato uno sviluppo vegetativo del mais che in alcune situazioni ha fatto coincidere la fioritura della coltura con il periodo in cui vengono eseguiti i trattamenti insetticidi per contenere ove necessario le popolazioni della piralide e della diabrotica – spiega Regione Lombardia -. Come è noto tra le prescrizioni di etichetta previste per gli insetticidi vige il divieto di trattare in caso in cui la coltura da difendere sia in fioritura. Pur considerando il mais una specie vegetale non primaria tra la flora apistica italiana, al fine di dare una indicazione relativamente ad una corretta collocazione dei trattamenti per il contenimento della piralide e della diabrotica, è necessario definire la fase di fioritura del mais che secondo quanto riportato dalla scala fenologica ufficiale BBCH si colloca fra BBCH 61 (inizio emissione infiorescenza maschile o «pennacchio») e BBCH 69 (sete completamente disseccate). L’emergenza delle sete avviene di norma in concomitanza o qualche tempo dopo (in genere 1-2 giorni) con la produzione del polline, rimangono recettive per circa 10 giorni dalla loro emergenza, ma degenerano rapidamente dopo i primi 5 giorni dalla fioritura maschile delle piante dello stesso appezzamento Questi dati sono puramente indicativi, la fase di fioritura-fecondazione va verificata attentamente in ciascun appezzamento e la sua durata varia a seconda di vari fattori (ibrido, condizioni climaticoambientali, stress)”.